Sicurezza aerea e rischio vulcanico: Enac ospita a Napoli il meeting internazionale sulle ceneri vulcaniche e i lavori preparatori per l’esercitazione VOLCEX26
Dal
12 al 15 ottobre Napoli ha ospitato il meeting internazionale VOLCEX (Volcanic Ash Exercises), organizzato da Enac
sotto l’egida di ICAO EUR/NAT (Europa e Nord Atlantico), che ha riunito circa 100
esperti nella gestione dell’impatto delle emissioni di cenere vulcanica
sull’aviazione civile.
L’evento
si inserisce nel quadro delle iniziative promosse con il coinvolgimento degli
Stati membri dell’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile (ICAO)
della regione EUR/NAT, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione e migliorare
il coordinamento nella gestione dei flussi di traffico aereo e delle capacità
aeroportuali in presenza di ceneri vulcaniche nello spazio aereo.
I
lavori si sono articolati in due momenti chiave: la riunione conclusiva del
gruppo di progetto per la revisione del piano di emergenza EUR/NAT sulle ceneri
vulcaniche, seguita dal workshop preparatorio per l’esercitazione VOLCEX26.
Il
programma VOLCEX, che prevede esercitazioni periodiche su scala internazionale,
è stato avviato in seguito all’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull
del 2010, che provocò gravi ripercussioni sul traffico aereo mondiale. L’evento
evidenziò la necessità di definire e condividere procedure operative comuni per
affrontare le situazioni in cui la presenza di cenere vulcanica rappresenti una
minaccia per la sicurezza e la continuità delle operazioni di volo.
Per
gli esperti presenti, i quattro giorni di lavoro a Napoli hanno rappresentato
un’importante occasione di confronto e collaborazione, durante la quale
condividere competenze, verificare procedure e mettere a sistema modelli
operativi. L’obiettivo è rafforzare la capacità di prevenzione e risposta a
scenari di crisi complessi, che possono incidere direttamente sulla sicurezza
del trasporto aereo e sulla continuità del traffico.
Commentando
la riuscita dei lavori, il Commissario Enac Carlo Mearelli, ha dichiarato: “Abbiamo voluto fortemente che questa
sessione si svolgesse a Napoli. L’ICAO è impegnata anche nell’approfondimento
di fenomeni che possono avere conseguenze rilevanti sulla sicurezza del
trasporto aereo, come le emissioni di cenere prodotte dalle eruzioni
vulcaniche. Napoli rappresenta un contesto particolarmente significativo per
approfondire e verificare le modalità di collaborazione tra le istituzioni e le
organizzazioni chiamate a garantire una risposta coordinata, tempestiva ed efficace
in caso di eventi eccezionali”.
Enac
partecipa all’esercitazione VOLCEX26 insieme all’Aeronautica Militare e a ENAV,
assumendo, nell’ambito dell’iniziativa, le responsabilità di coordinamento in
qualità di Exercise Leader, oltre a
ricoprire il ruolo di Directive Staff delle
strutture nazionali coinvolte (Air Navigation Service Provider, Meteorological
Watch Office, NOTAM Office, operatori nazionali).
L’iniziativa
appena conclusa rappresenta una tappa di un percorso più ampio volto a
consolidare il coordinamento a livello nazionale e internazionale, verificare
l’efficacia delle procedure e chiarire ruoli e responsabilità, rafforzando la
capacità di risposta integrata a uno degli scenari di rischio più complessi per
l’aviazione civile.
Parte
dei lavori si è svolta presso la sede dell’Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia (INGV) – Osservatorio Vesuviano di Napoli. La visita ha offerto ai
partecipanti l’opportunità di conoscere da vicino le attività di monitoraggio e
le competenze scientifiche e operative sviluppate da una delle principali
strutture italiane impegnate nello studio e nella sorveglianza dei fenomeni
vulcanici.
L’evento
ha registrato per la prima volta un'ampia partecipazione degli operatori aerei,
segnando anche il record di organizzazioni aderenti.
Il
prossimo appuntamento è previsto a metà novembre, con l’esercitazione
internazionale vera e propria che simulerà un’eruzione del Vesuvio e la
conseguente dispersione di una nube di cenere vulcanica su un’ampia area
geografica. Lo scenario interesserà diverse parti del continente europeo e
asiatico, dall’Europa meridionale a quella centrale, occidentale e orientale,
fino al Caucaso e al Medio Oriente. L’esercitazione consentirà di verificare
sul campo le procedure di allerta, il coordinamento tra le organizzazioni
coinvolte e le misure da attuare per gestire l’impatto dell’evento sul traffico
aereo.